AeroServizi: la nuova frontiera del check-in

La nuova frontiera del check-in è il self check-in. Nell’immaginario, il self check-in è un segno di distinzione del frequent flyer; ultimamente, è molto gettonato dalle compagnie low cost e, soprattutto in Italia, stenta un po’ a decollare.

La soluzione è, comunque, presente e funzionante nel resto d’Europa. A Heathrow (T1, T3 e T4), ad esempio, ARINC ha completato l’installazione di 189 totem di nuova generazione, che serviranno circa 18 vettori internazionali, e che si vanno a sommare a quelli già presenti ed in fase di aggiornamento.

Il funzionamento è piuttosto semplice ed intuitivo, gli schermi sono touchscreen e multilingue, l’operazione è veloce: il servizio è sicuramente efficace per una persona abituata a viaggiare, che porta con sé il solo bagaglio a mano e che possiede un documento d’identità elettronico; per tutti gli altri, quelli che volano raramente e lontano dalle festività e quelli che interagiscono mal volentieri con le “diavolerie” elettroniche, la normale coda davanti ai banchi rimane parte integrante dell’avventura del viaggio.

L’incremento della richiesta di una maggior disponibilità di servizi self-service va di pari passo con lo sviluppo della tecnologia mobile nella vita di tutti i giorni (smartphone): un chiaro vantaggio per le compagnie aeree che vedrebbero diminuire i propri costi di gestione, a favore di un miglioramento ed un aggiornamento del servizio al cliente.

Ad Amsterdam, pioniere nel campo, il passeggero è autonomo sia per quanto riguarda il biglietto che per il bagaglio grazie al BagDrop, che serve KLM e i partner SkyTeam. L’utente è non solo indipendente, ma controlla, anche, ogni parte del processo, contribuendo a diminuirne i tempi e ad aumentarne l’efficacia.

Avete già sperimentato il self check-in? Lo trovate efficace?


Commenti

Post più popolari