Controlli di Sicurezza: riconoscimento dell’iride, il futuro è adesso

È di pochi giorni fa la notizia che l’aeroporto di Gatwick ha integrato un sistema di riconoscimento dell’iride AOptix InSight VM presso i suoi 34 e-Gates.

L’iride rientra nella categoria “parametri biometrici”, assieme, per esempio, alle impronte digitali, alla voce o alla morfologia del viso. Non solo Gatwick, ma anche Amsterdam o Heathrow utilizzano il riconoscimento dell’iride per snellire le procedure di controllo.


In cosa consiste il riconoscimento dell’iride?

L’iride viene fotografata e l’immagine confrontata con quelle presenti nell’archivio di riferimento, per confermare, o meno, l’identità della persona sottoposta a controllo.

Quali sono le differenze con gli altri parametri biometrici?

L’iride è la porzione di occhio pigmentata che circonda la pupilla. È unica, non ne esiste un’altra uguale nemmeno tra gemelli e le due iridi di una stessa persona differiscono. Si presenta già formata verso il decimo mese di vita e, in assenza di cause esterne, non cambia per tutta la vita, grazie alla protezione della cornea. La tecnologia di riconoscimento sfrutta più di 240 punti di riferimento per la sua analisi, contro i 60 delle impronte digitali. Non si entra in contatto con la macchina: il parametro di riferimento di 40 cm circa viene via via aumentato grazie ai progressi tecnologici.

Vantaggi.

Facile da usare, accurato e non invasivo.

Svantaggi.

L’immagine deve essere la più nitida possibile, per cui il soggetto deve collaborare attivamente. La scelta della scansione dell’iride è strettamente personale, quindi il numero dell’utenza interessata è limitato (e i costi iniziali piuttosto alti).

Occhiali e lenti a contatto.

Occhiali e lenti a contatto normali non interferiscono con il riconoscimento, cosa che invece succede con lenti a contatto colorate o usate per correggere alcuni gravi difetti di vista. Poche procedure chirurgiche alterano l’iride e, nel caso, basterebbe eseguire nuovamente la registrazione. Persino i non-vedenti che hanno l’iride possono essere sottoposti a questa procedura.

Nella pratica.

Non essendoci banche dati delle iridi, il passeggero che desidera partecipare al progetto si candida volontariamente per registrare i suoi parametri biometrici su una carta magnetica, non diversa dal chip del passaporto o della nuova d'identità; al momento del controllo, l’immagine della sua iride viene confrontata con l’informazione presente sulla tessera.

La mia domanda per voi è: pur riconoscendo l’importanza della sicurezza ovunque, non solo in aeroporto, questa intrusione nella privacy è davvero così efficace?

 Image by Sofie Zbořilová from Pixabay

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