AeroControlli: arrivano gli scanner per scarpe e iride
Dopo le polemiche sull’utilizzo del body-scanner, si è deciso di cominciare dal basso. L’aeroporto delle Asturie, per esempio, ha installato uno scanner per le scarpe.
La macchina rileva gli elementi metallici nascosti nelle scarpe, che ovviamente non appartengano a queste. Per semplificare, funziona come un body-scanner, ma circoscritto alle estremità inferiori. L’introduzione dell’apparato promette di velocizzare i tempi di superamento dei controlli, ma se, al posto di un comodo paio di mocassini, quel giorno si indosseranno tacchi alti, stivali o scarpe con la suola grossa, si sarà obbligati, comunque, a togliere le scarpe in luogo pubblico.
Poiché corpo e piedi non bastano, si stanno testando procedure di scansione dell'iride. Sintetizzando: al momento dell’acquisizione, l’immagine viene rielaborata, per liberarla da eventuali imperfezioni o rifrazioni di luce non volute, etichettata col vostro nome e cognome, inviata ad un archivio speciale dove sarà confrontata con le fotografie già presenti.
Tutti questi sistemi promettono di elevare a potenza gli standard di sicurezza. Promettono anche di inscatolare tutti i vostri dati in un archivio informatico. La domanda di oggi è: pensate che si possa trarre un reale beneficio da queste nuove tecnologie o che sia solo un fattore di business per qualcuno e una perdita di “privacy” per qualcun altro?
La macchina rileva gli elementi metallici nascosti nelle scarpe, che ovviamente non appartengano a queste. Per semplificare, funziona come un body-scanner, ma circoscritto alle estremità inferiori. L’introduzione dell’apparato promette di velocizzare i tempi di superamento dei controlli, ma se, al posto di un comodo paio di mocassini, quel giorno si indosseranno tacchi alti, stivali o scarpe con la suola grossa, si sarà obbligati, comunque, a togliere le scarpe in luogo pubblico.
Poiché corpo e piedi non bastano, si stanno testando procedure di scansione dell'iride. Sintetizzando: al momento dell’acquisizione, l’immagine viene rielaborata, per liberarla da eventuali imperfezioni o rifrazioni di luce non volute, etichettata col vostro nome e cognome, inviata ad un archivio speciale dove sarà confrontata con le fotografie già presenti.
Tutti questi sistemi promettono di elevare a potenza gli standard di sicurezza. Promettono anche di inscatolare tutti i vostri dati in un archivio informatico. La domanda di oggi è: pensate che si possa trarre un reale beneficio da queste nuove tecnologie o che sia solo un fattore di business per qualcuno e una perdita di “privacy” per qualcun altro?
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