YYZ->BLQ: l’aeroporto di Francoforte
Il mio lungo viaggio dal Canada a Bologna, prevedeva uno
scalo a Francoforte.
Controlli di
sicurezza
Bagni al C06
La prima cosa che ha colpito il mio naso addormentato
all’uscita dall’aereo, e ancora nel bridge, è stato un forte odore da bagno
pubblico.
Superata questa fase, ho esplorato i bagni più vicini. Non è
vero. Incontrate delle toilette all’uscita del bridge che danno davvero
l’impressione dei bagni di un posto malfamato. Dopo aver girato a destra e
sinistra più volte, il vostro cammino si apre su un corridoio che alle otto di
mattina assomiglia molto alla sala d’attesa di un ospedale. Lì trovate dei
bagni, dei bagni piccoli, puliti, ma troppo angusti e scuri.
Controlli passaporto
+ dogana
Seguendo il cartello A sono arrivata a un bivio: una freccia
“controllo passaporti” e una freccia “deviazione controllo passaporti”. Ero
troppo stanca per qualsiasi deviazione, quindi ho seguito il cammino ufficiale.
Di fronte a me, quattro postazioni per il controllo passaporti (con una pessima
organizzazione, a mio modesto parere ). Superate le formalità, si incontra un
agente in piedi accanto a un tavolino: è la dogana, anche se è quasi
impossibile capirlo prima di calpestare l’agente. L’ambiente è molto grigio,
non così ben illuminato e quando finalmente ci si trova in un ambiente ampio, è
la stazione.
Treno
Dopo un’energizzante ricerca dei gate A, la via obbligatoria
è il treno. Un treno automatico che attraversa l’aeroporto. Sebbene il tragitto
in sé sia carino, è totalmente inaspettato per chi è abituato a spostarsi con i
tappeti mobili e l’inaspettato dopo un red-eye flight non è benvenuto.
All’uscita della stazione, alla fine delle scale e dopo una
curva a gomito, ci si trova davanti ai controlli di sicurezza. What!!!!! Se
avete ancora liquidi provenienti dal vostro volo, sappiate che dovrete
liberarvene. Poiché era una cosa totalmente nuova per me, ho chiesto
all’addetto che controllava le carte d’imbarco. Molto gentilmente (ndr, la
persona più gentile che abbia incontrato a Francoforte), mi ha spiegato che
sono i normali controlli per entrare in Europa. Avrei voluto chiedergli: da
quando? ,ma ho seguito la corrente.
Il personale più
maleducato della storia, finora
Cominciamo col dire che anche la maleducazione delle persone
in coda, una coda molto corta, è stata notevole.
Computer, liquidi, scarpe nel vassoio (potete leggere la
disavventura delle mie scarpe qui)
e mi preparo per superare il metal detector. Le due agenti donna davanti a me e
l’agente uomo dietro di me hanno scommesso sul fatto che il metal detector
suonasse al mio passaggio, davanti a me, forti del fatto che io non sia tedesca
(e che alle 8 del mattino non abbia veramente voglia di reagire).
Riprendo il mio zaino e, poiché dovevo rimettermi le scarpe
e la coda si allungava, ho afferrato il vassoio per spostarmi di 50 cm e
sedermi. L’agente donna ha afferrato il vassoio, me lo ha strappato di mano. Le
ho fatto notare che mi sarei seduta per infilarmi le scarpe, ma lei mi ha intimato
di rimanere lì con la cattiveria (perché non era autorità) di qualcuno che
crede che stia rubando il vassoio, un elemento di arredo di cui ho sicuramente
bisogno a casa.
Gate A11
Dopo la mia immancabile disavventura ai controlli, mi sono
avventurata verso il mio gate con la felicità di una mucca al macello. Con la
stessa leggerezza d’animo, ho scoperto che la mia zona d’imbarco era priva di
qualsiasi intrattenimento interessante, ma non di comode sedie in un ambiente
un po’ appartato.
L’offerta gastronomica, pur limitata, non manca: sicuramente
trovate dell’ottimo caffè tedesco cui accompagnare i würstel della colazione.
Una cosa che mi aspettavo di trovare, e ho trovato dopo
qualche ricerca, è il “bar” Lufthansa. Lufthansa mette a disposizione gratuita
dei clienti delle macchinette che erogano caffè, tè, cioccolato, latte, ecc….Se
il caffè è per gli avventurosi, il cioccolato non tradisce mai.
Devo menzionare, anche qui la ricerca dei bagni, perché ha
dato risultati contraddittori. Per le signore, consiglio i bagni accanto ai gate
A15 e A17 (forse anche A11, ma qui la memoria mi tradisce): nuovi, puliti,
talmente puliti che la signora delle pulizie si presenta ogni ora. D’altra
parte, i bagni accanto al punto Lufthansa sono vecchi, piccoli e non
altrettanto invitanti. La curiosità è che i bagni per gli uomini sono nascosti
alla vista, non si trovano accanto a quelli per le signore, ma chi cerca trova.
Non ho trovato l’offerta commerciale così interessante e
variegata, direi anzi il contrario, tuttavia la mia opinione è influenzata da
un lungo e stancante volo e dalla mia disavventura.
Per la prima parte del viaggio, cliccate qui.
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