Se il pilota diventa il problema
Dopo aver letto la notizia della disavventura del pilota JetBlue, mi sono chiesta: i piloti non sono sottoposti anche, a controlli psicologici?
La storia. Un comandante della JetBlue Airways, durante un volo da New York a Las Vegas, ha letteralmente dato di matto, fino all’intervento di alcuni passeggeri che l’hanno immobilizzato. Il copilota, una volta osservato il particolare comportamento del collega, gli ha impedito di rientrare in cockpit e ha effettuato un atterraggio di emergenza. Questa è la versione breve. JetBlue, molto puntuale nelle informazioni, prosegue nella versione dell’impedimento medico del pilota.
La FAA (Federal Aviation Administration) non richiede accurati esami psicologici obbligatori, e in Europa? In generale, una storia di episodi psicotici, depressioni, malattie mentali, uso di sostanze psicotrope ecc…. inficia la possibilità di diventare pilota. Laddove vi sia la possibilità di curare la malattia, e dopo aver terminato il trattamento, è possibile ottenere, o riottenere, la licenza. Regola vuole che la persona, incorsa in un episodio di questo tipo, si sottoponga a controlli psicologici/psichiatrici con frequenza. Inoltre, i medici autorizzati a effettuare questi controlli sono, o dovrebbero essere, formati per cogliere i segnali di comportamenti particolari e approfondire l’indagine.
Il comportamento del pilota, sia stato scatenato da un fattore personale o ambientale, rimane, sottolineano gli esperti, un caso isolato.
La storia. Un comandante della JetBlue Airways, durante un volo da New York a Las Vegas, ha letteralmente dato di matto, fino all’intervento di alcuni passeggeri che l’hanno immobilizzato. Il copilota, una volta osservato il particolare comportamento del collega, gli ha impedito di rientrare in cockpit e ha effettuato un atterraggio di emergenza. Questa è la versione breve. JetBlue, molto puntuale nelle informazioni, prosegue nella versione dell’impedimento medico del pilota.
La FAA (Federal Aviation Administration) non richiede accurati esami psicologici obbligatori, e in Europa? In generale, una storia di episodi psicotici, depressioni, malattie mentali, uso di sostanze psicotrope ecc…. inficia la possibilità di diventare pilota. Laddove vi sia la possibilità di curare la malattia, e dopo aver terminato il trattamento, è possibile ottenere, o riottenere, la licenza. Regola vuole che la persona, incorsa in un episodio di questo tipo, si sottoponga a controlli psicologici/psichiatrici con frequenza. Inoltre, i medici autorizzati a effettuare questi controlli sono, o dovrebbero essere, formati per cogliere i segnali di comportamenti particolari e approfondire l’indagine.
Il comportamento del pilota, sia stato scatenato da un fattore personale o ambientale, rimane, sottolineano gli esperti, un caso isolato.
Commenti
Posta un commento
Ogni indirizzo email viene archiviato nei server di Google e, in caso di risposta da parte dell'autore del sito, l'indirizzo email finirà nei suoi contatti. Se si risponde tramite account Blogger o Google+ apparirà il link al proprio profilo