L’imprevisto del viaggio vs l’imprevisto del….pc
Ieri sera all’improvviso ho perso tutto ciò che il mio PC conteneva. Questa esperienza, oltre ad evidenziare le mie capacità informatiche, mi ha insegnato qualcosa: l’imprevisto capita, bisogna essere preparati. Che si tratti di un volo in ritardo, di un poliziotto invadente o della valigia che vuole essere indipendente, queste sono le mie da-ora regole universali.
- Copie. Avere copie dei propri documenti più importanti è quantomeno fondamentale: dovrebbe esserci sempre abbondanza di documenti e numeri di emergenza. Importante è anche dove si conservano: è bene averne con sé (ma più posti) ed è bene averne di scorta a casa o in ufficio o dove preferite.
- Protezione. I propri dati e propri averi vanno tenuti al sicuro. Procuratevi un lucchetto decente, nascondetevi il portadocumenti sotto i vestiti, crittografate e se non sono fondamentali, lasciateli a casa.
- Zen. La metà delle cose che portiamo in viaggio non le utilizziamo: quell’occasione che potrebbe presentarsi (e le signore sanno di cosa parlo), non si presenterà, nel caso succedesse, a meno che non siate in mezzo al deserto, potrete sfruttare una cosa chiamata denaro.
- Semplicità: se essere zen è una questione di quantità, essere semplice di qualità. Vestirsi a strati per superare i controlli si sicurezza può essere una buona idea, se non vi siete messi addosso metà dell’armadio.
- Crisi. Se sei una persona particolarmente emotiva, non viaggiare sola: puoi farti prendere dal panico, dallo sconforto e dalla depressione solo se sei in compagnia.
- Sesto senso. L’istinto è il nostro senso più potente: se siete convinti che qualcosa di negativo succederà, o portate sfortuna o quella cosa succederà. Soprattutto se si è soli e non ci si sente a proprio agio, è meglio chiamarsene fuori. Si risparmierà nella cauzione…..
- Chiedere. Non si può continuare a girare senza una meta all’interno di un aeroporto: vi state perdendo un sacco di cose divertenti da fare e poi potrete attirare l’attenzione della polizia. Se siete in difficoltà, chiedete a qualcuno che sembra saperne più di voi, o almeno è pagato per farlo.
- Meglio tardi che mai. Una volta che il catastrofico imprevisto si è compiuto, non potete fare più niente. E’ il momento di correre ai ripari, salvare il salvabile e assumere l’aspetto da vittima sacrificabile che dovrebbe attirarvi simpatie e comprensione.
- Ottimismo. C’è sempre una lezione da imparare. Non è forse positivo che ti abbiano perso quell’orrida cravatta che ti ha regalato la suocera?
- Distraiti. Il viaggio è stato lungo e faticoso: ti meriti una pausa.
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