La "scienza al femminile" premiata a Parigi
Aéroports de Paris, in collaborazione con Fondazione L’Oreal, presenta le cinque vincitrici del premio L’Oréal-UNESCO per le Donne nella Scienza.
Fino al 15 Maggio 2012, i passeggeri di Paris-Charles de Gaulle e Paris-Orly potranno scoprire un’esposizione di oltre 200 ritratti giganti, sospesi nei terminal, delle scienziate premiate. Il fotografo di fama internazionale Julian Dufort si è recato presso ognuna delle vincitrici per carpire i segreti delle loro vite private e professionali.
Le vincitrici sono:
Fino al 15 Maggio 2012, i passeggeri di Paris-Charles de Gaulle e Paris-Orly potranno scoprire un’esposizione di oltre 200 ritratti giganti, sospesi nei terminal, delle scienziate premiate. Il fotografo di fama internazionale Julian Dufort si è recato presso ognuna delle vincitrici per carpire i segreti delle loro vite private e professionali.
Le vincitrici sono:
- Jill Farrant (Sud Africa): professoressa di biologia molecolare e cellulare presso l’Università di Cape Town, è la più grande esperta mondiale di “resurrezione vegetale ”, ovvero dei processi per cui piante che sembrano morte, ritornano in vita, quando reidratate. Uno degli obiettivi è creare piante che possano crescere, ed essere fonte di nutrimento, nei climi aridi.
- Ingrid Scheffer (Australia): neurologa pediatrica e professoressa presso l’Università di Melbourne, si occupa di diagnosi e trattamento dell’epilessia.
- Frances Ashcroft (Regno Unito): svolge ricerche sulle mutazioni genetiche del diabete di tipo 2, che affligge 336 milioni di persone nel mondo. Nel 1984 scoprì il collegamento tra i livelli di glucosio nel sangue e la secrezione d’insulina; il risultato fu la creazione di una pillola destinata ai diabetici che sostituiva le iniezioni d’insulina.
- Susana Lopez (Messico): virologa e professoressa presso l’Istituto di biotecnologie dell’Università Nazionale del Messico, svolge ricerche sui rotavirus, responsabili di disturbi gastrointestinali, anche letali, nei bambini sotto i cinque anni.
- Bonnie Bassler (Stati Uniti): studia la comunicazione che permette la suddivisione dei compiti all’interno di gruppi di batteri; i batteri, infatti, non lavorano all’unisono, ma come una squadra dove ognuno ha un ruolo definito. L’obiettivo è sviluppare antibiotici che disturbino le comunicazioni tra batteri, rendendone inefficace l’azione. E’ anche una grande comunicatrice, come potete vedere qui.
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