La tua faccia contro le code
Un problema, che accomuna gestori aeroportuali e passeggeri, è la coda. Le code si possono formare in qualsiasi momento: al check-in, ai controlli di sicurezza al gate; una coda ne genera un’altra e poi un’altra e così via. Insomma, le code proprio non ci piacciono.
Uno dei metodi per controllare e prevenire rallentamenti e code è di monitorare il passeggero. Come? Il London City Airport è l’ultimo di sette aeroporti inglesi ad introdurre la tecnologia MFlow Journey, un sistema di riconoscimento facciale che predice, controlla, misura, analizza e facilita il passaggio delle persone in aeroporto.
Il sistema cattura un’immagine di ogni passeggero che entra in una determinata zona e misura il tempo che il passeggero impiega per andare da punto a punto; l’operatore vede una media temporale dei vari spostamenti e la usa per rendere questo percorso più efficace e snello per il passeggero e per intervenire tempestivamente laddove il rallentamento diventi ingestibile. I punti d’interesse sono le biglietterie, i banchi del check-in, i controlli di sicurezza e le zone commerciali. Il vantaggio di questo nuovo prodotto è la possibilità di gestire un grosso volume di passeggeri e di poter gestire le criticità in tempo reale, in vista anche della prossima concitata estate londinese.
MFlow Journey si sostituisce al sistema Bluetooth, che utilizzava, appunto, il Bluetooth degli apparecchi elettronici dei passeggeri per stimare i tempi di percorrenza e di permanenza in aeroporto.
Gli aeroporti inglesi non sono, certo, nuovi all’uso di sistemi biometrici: Gatwick, ad esempio, è pioniere nell’uso del riconoscimento della retina.
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