AeroSecurity. Siete pronti per il body scanner?
Quali sono le novità italiane in materia di sicurezza?
Dopo il “vedremo” tedesco, l’Italia dice sì ai body scanner a onde millimetriche attive L3 Provision con algoritmo ATR (Automatic Target Recognition). Terminata con successo la sperimentazione, Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e Cisa (Comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti) hanno dato il via libera per l'installazione dei body scanner, a partire dal Marzo prossimo (forse), a Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia, aeroporti che hanno collegamenti regolari con destinazioni sensibili. I vantaggi, presunti: tempo per passeggero di 37 secondi, in media, e immagini stilizzate del controllato, senza la possibilità di archiviare le scansioni. Ma: gli italiani guardano con diffidenza al body scanner (o security scanner) e non sono preparati ad utilizzarlo al meglio, rallentando i tempi del controllo. Per ora, almeno, il body scanner affiancherà il normale metodo di controllo (il fedele metal detector).
Ma il futuro arriva fresco da oltre oceano.
Il programma “Pre-check” (Pre✓) attuato dal TSA è ora in uso in 28 aeroporti statunitensi. Chi aderisce al programma deve fornire alcune informazioni personali alle autorità prima di arrivare in aeroporto: il vantaggio è un’etichetta “low-risk”, quindi uno snellimento delle procedure di screening (non togliersi scarpe e vestiti, lasciare liquidi e laptop in borsa). Non tutti possono partecipare: per il momento i fortunati sono estratti dalle liste dei frequent flyers delle maggiori compagnie made in USA.
Dopo il “vedremo” tedesco, l’Italia dice sì ai body scanner a onde millimetriche attive L3 Provision con algoritmo ATR (Automatic Target Recognition). Terminata con successo la sperimentazione, Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e Cisa (Comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti) hanno dato il via libera per l'installazione dei body scanner, a partire dal Marzo prossimo (forse), a Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia, aeroporti che hanno collegamenti regolari con destinazioni sensibili. I vantaggi, presunti: tempo per passeggero di 37 secondi, in media, e immagini stilizzate del controllato, senza la possibilità di archiviare le scansioni. Ma: gli italiani guardano con diffidenza al body scanner (o security scanner) e non sono preparati ad utilizzarlo al meglio, rallentando i tempi del controllo. Per ora, almeno, il body scanner affiancherà il normale metodo di controllo (il fedele metal detector).
Ma il futuro arriva fresco da oltre oceano.
Il programma “Pre-check” (Pre✓) attuato dal TSA è ora in uso in 28 aeroporti statunitensi. Chi aderisce al programma deve fornire alcune informazioni personali alle autorità prima di arrivare in aeroporto: il vantaggio è un’etichetta “low-risk”, quindi uno snellimento delle procedure di screening (non togliersi scarpe e vestiti, lasciare liquidi e laptop in borsa). Non tutti possono partecipare: per il momento i fortunati sono estratti dalle liste dei frequent flyers delle maggiori compagnie made in USA.
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