MH370: tra social network e smentite

Che cosa rende la scomparsa del volo MH370 così misteriosa?


Silenzio
A quanto si sa, l’aereo è semplicemente scomparso: nessun contatto con i piloti faceva presupporre un qualche problema, non è stato lanciato nessun allarme e il segnale della scatola nera non è tracciabile.

Attesa
Pare che la compagnia aerea abbia riportato la scomparsa solo nel momento in cui l’aereo avrebbe dovuto atterrare a Pechino, quindi molte ore dopo. Pur se ritenuta una compagnia molto sicura, i conti di Malaysia Airlines non godono di ottima saluta, soprattutto dopo l’ingresso nel mercato asiatico di un gran numero di vettori low cost: un disattenzione tecnica?.

Passaporti
L’immancabile italiano, presente in tutti i disastri, in realtà si trova in Tailandia. Di suo c’era un passaporto rubato l’estate scorsa (o due estati fa, dipende dal giornale che leggete). Stessa sorte per un austriaco, che ha accolto la notizia della sua scomparsa comodamente seduto sulla sua poltrona preferita.

In realtà, è da questi passaporti, più altri due falsi (forse che sì, forse che no), che parte la pista del terrorismo. Il finto signore austriaco e il finto italiano avrebbero, anche, acquistato insieme il biglietto. L’ipotesi terrorismo non è fantascientifica: la Malesia è un Paese a maggioranza islamica con storiche presenze d’infiltrazioni terroristiche e non è la prima volta che è usato il trucchetto dei passaporti rubati. Per rincuorarvi, pare che i due con passaporto rubato avrebbero dovuto fare solo scalo a Pechino, reimbarcarsi per Amsterdam e poi, una volta in Europa, dividersi, uno verso Francoforte e l’altro alla volta di Copenaghen.

L’Interpol ha confermato che i passaporti erano registrati nel loro database di passaporti rubati, insieme con altri 39 milioni, ma che nessuno ha controllato mai il database. Una volta ad Amsterdam, qualcuno si sarebbe accorto che quei passaporti erano rubati? Com’è possibile che, dopo aver denunciato il furto del passaporto, qualcuno possa usarlo tranquillamente, anche solo per fini personali?

Inversione di rotta
Altra notizia che circola è che l’aereo avesse invertito la rotta: forse l’ha visto il radar militare, forse l’ha visto il radar civile, ma nessuno ha avvertito la compagnia.

Pare certo, invece, che non abbia mai preso contatto con i controllori del traffico aereo cinese. Dopo solo due ore di volo sulle sei previste, l’aereo avrebbe dovuto sorvolare il mare cinese meridionale, entrare in Vietnam, superare la regione del delta del Mekong e lasciare le coste del Vietnam.

Disintegrato in volo
L’ipotesi più accreditata è che l’aereo si sia disintegrato in volo: ciò spiegherebbe la mancanza di detriti. Se avesse impattato l’acqua ancora intero, avrebbe lasciato una, più o meno grande, scia di detriti. Le autorità vietnamite hanno comunicato di avere trovato uno sportello (scomparso), uno scivolo (scomparso), chiazze d’olio (non del velivolo) dove si pensa possa essere precipitato l’aereo, senza dar seguito a nulla.

A 10000 metri, con tempo stabile, con una macchina relativamente nuova, le cause che possano giustificare un’esplosione “definitiva” sono tante, ma non troppe: tutto si riduce, come sempre, a un problema tecnico o a un attentato.

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